Passata la prima fase del percorso, che nel mese di marzo ha visto protagonisti il mondo delle imprese, le realtà ambientaliste e sociali nonché  le istituzioni al lavoro durante i tre incontri del Tavolo di Negoziazione, il cantiere di Un Clima di partecipazione ha ripreso le sue attività coinvolgendo i partecipanti in due momenti di approfondimento su alcune delle tematiche emerse.

Una prima riunione del 20 aprile ha avuto come focus il parere di alcuni tra i referenti del Comune di Bologna che si occupano di statistica, anagrafe e privacy, unito a quello di soggetti ed esperti esterni, in merito alle modalità di campionamento dei partecipanti all’Assemblea. 

Nel corso dell’incontro sono state affrontate questioni rilevanti riguardo la composizione dell’Assemblea, i parametri di stratificazione (il procedimento statistico di raggruppamento in unità  di classi o strati dai caratteri comuni) come ad esempio età, genere e distribuzione territoriale e si è discusso di come includere categorie più difficilmente campionabili quali i residenti dai 16 ai 17 anni, gli stranieri domiciliati, gli studenti universitari non residenti, i pendolari, le persone socialmente fragili o marginali e altri city users.  

Incontri di approfondimento, Un Clima di Partecipazione – Foto di Margherita Caprilli

Da una prima analisi, la stratificazione per genere ed età è risultata la più adatta alla raccolta di informazioni già contenute negli archivi dell’anagrafe e delle liste elettorali. 

Altra questione affrontata è stata quella del numero ideale di partecipanti necessari a rappresentare ciascuna delle categorie sopracitate; è stato infatti evidenziato come esistano gruppi sociali dal numero di membri talmente ridotto da rendere la stratificazione tramite corpo elettorale difficilmente plausibile. Per far fronte a questa problematica è emersa la possibilità  di reclutare un numero di partecipanti stimato al 5% – 10% per ciascun gruppo.

Un’ulteriore alternativa suggerita è stata quella di prelevare circa 100 membri dal database anagrafico e da quello elettorale ai quali aggiungere dalle 5 alle 10 persone rappresentative delle categorie non altrimenti campionabili tramite database comunali.   

Infine, dai relatori emerge come le condizioni economiche della popolazione non siano presenti negli archivi amministrativi  ma possano essere rintracciate in alcuni studi specifici che indagano le condizioni di fragilità presenti nei vari quartieri. 

Frutto delle riflessioni scaturite da questo primo incontro è stato la necessità di bilanciare le differenze socio-economiche attraverso un campionamento che tenga conto della provenienza da diversi quartieri. Un metodo questo che, seppur dalla alta variabilità, risulta essere il più rappresentativo, considerando le informazioni sul livello di studio, reddito e altre condizioni socio-economiche  non detenute dal Comune.

> Per sapere di cosa si è discusso nel dettaglio, consulta il report integrale dell’incontro del 20 aprile 

Analogamente, l’incontro del 27 aprile ha avuto come fulcro un approfondimento in merito alla relazione tra Assemblea e Istituzione Comunale.  

Incontro di approfondimento, Un Clima di Partecipazione, Foto di Margherita Caprilli

Nello specifico  sono state affrontate questioni rilevanti riguardo gli impegni e i vincoli  che il Comune può assumersi a priori rispetto alle proposte dell’Assemblea, quale sia il soggetto responsabile (es. Sindaco, Consiglio o Giunta), quali siano gli atti più adeguati al recepimento delle proposte dell’Assemblea e  quali  gli strumenti di pianificazione e programmazione utili a relazionare l’istituzione e l’attivazione della stessa.    

L’osservazione principale emersa è che, al fine di ottenere maggiore rilevanza, l’Assemblea dovrebbe proporre  funzioni di iniziativa e d’impulso dell’attività  Amministrativa Comunale attraverso raccomandazioni, petizioni, istanze o proposta di ordini del giorno al Consiglio Comunale. Altro aspetto sollevato è stata la necessità di stabilire concretezza nell’impostazione,  configurazione ed identificazione del tema e dei vari ruoli dei soggetti coinvolti.   

Infine, è emersa la possibilità di uno “strumento” Assemblea, con un ciclo di lavoro definito, come Istituto permanente con attivazione ad hoc e dai temi specifici  che venga reiterato nel tempo tramite un ricambio dei suoi membri via sorteggio. 

È necessario specificare infatti che i membri dell’Assemblea non possono rimanere sempre gli stessi, un loro ricambio tramite estrazione è fondamentale ad ogni ciclo affinché non si richiedano un impegno e una dedizione eccessive.      

> Per sapere di cosa si è discusso nel dettaglio, consulta il report integrale dell’incontro del 27 aprile.

 

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